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Il
grande benessere che il vino ha portato a Montalcino ci fa spesso
dimenticare che questo è frutto di un lungo e faticoso processo
avvenuto nell'ultimo secolo durante il quale, anche la nostra azienda,
ha avuto le sue origini, la sua storia, la sua evoluzione.
Una lunga chiacchierata con il nonno, Primo Pacenti, che ha creduto
fin da giovanissimo nella terra e nei suoi prodotti, ha chiarito a
noi nipoti- Simonetta, Marco e Francesco- tanti lati oscuri su ciò
che sta indietro nel tempo invogliandoci a continuare per questa strada.
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Forse
è difficile capire fino in fondo per chi non ha vissuto certe
esperienze sulla propria pelle ma è sicuramente stato bello
ascoltare per poi condividere.
Classe 1923, aspetto giovanile ha seguito negli anni e assiduamente
le proposte del settore, le iniziative sociali fino a tre anni fa
da quando per un maledetto capriccio del destino è costretto
su una sedia a rotelle.
La sua memoria ancora assai lucida, ripercorre tuttavia i momenti
ora più belli, ora più difficili, ora più tristi
di una vita fatta di sforzi, rinunce, lavoro ma anche tante soddisfazioni.
Il 1900 anche per la nostra famiglia iniziò all'insegna della
mezzadria, un modo di conduzione aziendale che prevedeva la equa spartizione
dei prodotti fra padroni che conducevano e contadini che lavoravano.
Fu solo durante gli anni '50 che le prime lotte contadine apportarono
dure modifiche a questo "stile di vita" che negli anni '60
subì un deciso sfaldamento.
Fu allora che il nonno, insieme ai suoi due fratelli, decise di acquistare
un podere, fra l'incertezza e i debiti, consapevole di aver fatto
un gran passo che nel futuro avrebbe dato risultati positivi ma che
per il momento serviva solo per non emigrare nei grandi centri industriali.
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